venerdì 15 maggio 2009

SCOLATI



È il gran giorno, il campionato rischia di concludersi virtualmente con un girone e mezzo da giocare. Millante, capitano condottiero, è al campo dalle tre del pomeriggio a disquisire con Katanga. Non si sa cosa si siano realmente detti, ma le docce nel dopo match erano incredibilmente a bollore. Il capitano chiama la squadra a raccolta nello spogliatoio. Come Guardiola che nella partita dell’anno mette Yayà Tourè a fare il centrale difensivo, propone a Ninay di sfiancarsi dietro a Bobo. Lo spogliatoio si ribella, non tanto a Millante, quanto a Cicero che regala battute raggelanti: “Allora io scalo.. Scalo San Lorenzo”. Ogni commento è superfluo.
I verzici, come gli argentini nella finale mondiale del ’78, sono maestri di pretattica e si presentano in campo con dieci minuti di ritardo, senza calcolare che i baresi sono professori di pretattica e fanno aspettare quasi mezzora a causa di un guasto al motore. I Peroni hanno perso il capitano, infortunato a bordo campo con divisa da bibitaro e accolto da un fumogeno. L’aria si fa irrespirabile, l’atmosfera è tesa. Si comincia.
Il buon Millante, teorico del calcio totale, schiera una squadra totalmente nella propria metà campo. I primi trenta minuti sono una sofferenza incredibile. Vespozzo e Boris sono due natanti lasciati alla deriva. La Lucre ha il fiato corto e JPO non trova spazio per ribaltare l’azione. Fortunatamente che la difesa regge botta. “Paolo il tuo amico nananananana” è ancora in estasi per il coro. Nino è incazzato nero, il coro lo vuole anche a lui. Risolve Nocciolo: “Stile verza, per il compleanno noi si regala cori!”. Barman sbraita e si becchetta con chiunque gli passi a tiro, Bibi in special modo.
La partita è inchiodata, colpo di testa a lato di Vespozzo, ma niente di fatto. Conclusione a raffica dalla media della coppia del gol peronista Bobo-Domenico, tutte sventate dal Barman più indiavolato che si sia mai visto, torneo della Liberazione escluso.
All’improvviso da un disimpegno sbagliato della Lucre il Verza passa in svantaggio. Domenico affonda sulla sinistra e tira, Barman respinge corto sul secondo palo dove Bomber stoppa di pancia e spinge in porta. Altro che Orlando, Nic è Furioso e inveisce contro tutto e tutti. Il Verza pare disunirsi, Geppo prende a urlacci Cicero che si fa piccolo piccolo, il Peroni perde tempo a qualsiasi occasione e in campo praticamente non si gioca più: il calcio lascia spazio alle polemiche. Nel nulla generale Bibi si ritrova lanciato a rete, dietro a una palla che non avrebbe raggiunto nemmeno su un campo a undici con le gambe di Usain Bolt. Barman esce fuori tempo e lo stende: è rigore, è la svolta del match. Bibi si accomoda in panchina lamentando una caviglia alla Van Basten lasciando la squadra in sei. Domenico dal dischetto fa due a zero di giustezza e sembra finita. Ma il cuore verza è grande come quello di Kanu e Fadiga messi assieme e mai una partita può dirsi conclusa fino che arbitro fischia, soprattutto una in cui è in gioco un campionato.
Si riparte dal centro, tocco in diagonale di Vespozzo per Loris che con un colpo di biliardo accorcia le distante. Il Verza è vivo e anche Vespozzo si è accorto che il Peroni gioca in sei. A questo punto è un assedio verzico, guidato da Paolo ITA che si batte e si sbatte in ogni parte del campo. Il pareggio è a portata di mano anche se Cardoso continua a dichiarare ai quattro venti: “Questa la voglio vincere”. Ma la porta barese sembra stregata. Ninay colpisce il palo, Vespa se ne mangia un paio e Cicero si dimentica di studiare gli schemi sulle punizioni e il risultato non cambia. Quando lo scoramento inizia a farsi strada, ecco il trascinatore Geppide che si beve mezza difesa e crossa dal fondo, Loris fa due a due con un tiro secco nella porta sguarnita. Subito il pareggio il Peroni viene travolto. Finalmente Vespozzo trova la via del gol con un tocco facile facile, Boris con una deviazione complice mette al sicuro il risultato e Ninay con un bel piattone arrotonda: 5-2 e partita ormai virtualmente chiusa. A questo punto il Geppo scopre la chiave e la confida al compare Cardoso: “Il Peroni gioca con uno un meno”.
L’orgoglio della capolista porta al 3-5 di Bobo, ma Loris ristabilisce subito le distanze con un gol alla Cassani, autore del best seller “Quando un cross si infila in gol” (Coniglio editore). Finisce 6-3 e può partire la festa verzica, la vetta è a meno due. Ah, quasi dimenticavo: “MORETTI MORETTI MORETTI!!!!”.

Pagellozze

BARMAN 7
Para il parabile, mettendoci una pezza in più di un occasione. È stranamente indiavolato con il mondo e con i compagni, spaccherebbe qualsiasi cosa a portata di mano, passa Bibi e stronca lui. Comunque decisivo.
Terminator

CARDOSO NOCCIOLO 6,5
Contribuisce al buon umore dello spogliatoio e quando entra in campo non si risparmia. Fa tanto lavoro sporco, di quello che si vede poco, ma serve da matti. Nella seconda parte riesce a trovare più spazio e sale in avanti sfornando la specialità della casa: il crossone a spiovere provato a lungo nel pre partita.
Un sacco bello


PAOLO ITA 7,5
C’è la sua firma sul successo verde oro. Fa salire la squadra caricandosela nello zaino enorme che porta sulle spalle, va avanti palla al piede allungandosela, toccandola di stinco, sbandando, ma senza perderla mai. Uno spettacolo.
Un uomo chiamato cavallo

CICERO 6
L’impegno non manca e le chiusure sono precise e sicure. Si lascia ancora una volta innervosire dai richiami e dallo sbraitare senza senso dei compagni. Bene in difesa, un po’spaesato in attacco.
Ragazzo di campagna

NINAY 7,5
Si mangia la sua fascia, va in marcatura, ripiega, si propone. È l’uomo ovunque del Verza, corre come un pazzo e segna anche un gol, il secondo di fila.
The Prestige

JPO 7
Soffre le incursioni del duo Bobo-Domenico che spesso è costretto ad arginare da solo. Cerca di far ragionare la squadra e si inventa l’assist per il gol del pareggio. Si sta finalmente riprendendo dall’allergia.
Risvegli

LUCRE 6
Non una delle sue migliori apparizioni, per buona parte della gara sembra quasi appena tornato dall’Iran. Si limita a osservare finché non perde la palla da cui nasce il primo gol peronico, ma si riprende guidando con fare sicuro il centrocampo nella grande rimonta.
Camera con vista

BORIS 8
Se il Verza può credere ancora alla rimonta in campionato è merito suo e dei suoi gol. Torna quello dell’anno scorso, con più grinta e più voglia di vincere.
Il mio piede sinistro

VESPOZZO 5,5
La distanza tra i reparti lo limita nella prima parte della gara in cui pascola solo nella metà campo avversaria. Nella seconda parte si limita da solo, mangiandosi almeno due palle belle ghiotte.
Castaway

By Vespozzo

5 commenti:

cicero ha detto...

minchia ma ho fatto un assist!!!

dio lupooooo!!!!

almeno 6 e mezzo..è stato per quella punizione vero vespa??

paolo ha detto...

bravo vespide...ti vogliamo sindaco al posto di renzi

Dimitri Boongalow aka J.P.O. ha detto...

Bene cicero.. ti vedo sano e salvo a casa... ottima notizia!!!
6emezzo!!

cicero ha detto...

è stata dura jeppo!
il tuo spirito s'è impossessato di me..ho cominciato a tossire e a rigirarmi i capelli, continuando incessantemente a dire "ah nteressante!".

Anonimo ha detto...

Interessante,,,pagelle interessantii...Dai che quei peroncini c'è li beviamo..
Vespozzaoo un punticino in più..poche palle giocate ma tanto lavoro 'nero'..
boris